This page was translated automatically and we are reviewing it. Read the original in Italian
Le tue scelte, in chiaro
The project logbook is written in Italian, so this stage is in its original language.
Abbiamo riguardato il sito con gli occhi di un estraneo. Da quello sguardo nascono un riquadro nuovo per scegliere, avvisi allo staff che non portano più i nomi delle persone e una pagina della privacy più precisa.
Chi costruisce una casa smette presto di vederne le crepe: ci passa davanti cento volte al giorno. Così abbiamo provato a entrare nel sito da estranei, come chiunque apra vallidelnoce.com per la prima volta, e a chiederci di ogni cosa che fa: perché la fa, dove va a finire, chi la vede.
Non ci siamo fidati dei nomi degli strumenti. Abbiamo guardato che cosa fanno davvero, pagina per pagina, e letto i contratti dei fornitori uno per uno. Ne sono uscite poche cose da cambiare, e oggi sono già diverse.
La prima volta che si apre il sito, in basso compare un riquadro. Dice in poche righe che il sito usa solo ciò che gli serve per funzionare, e che con il vostro permesso potrebbe fare due cose in più: contare le visite, tutte insieme e senza riconoscere nessuno, e mostrare dentro la pagina i video delle interviste, degli artisti e delle associazioni, che arrivano da YouTube.
Si risponde con un tocco: «Rifiuta» o «Accetta», due bottoni uguali, nessuno più grande dell’altro. Oppure «Scegli tu», e si decide una cosa per volta. Chiudere il riquadro vale come un no, e niente è acceso in partenza. La scelta la ricordiamo per sei mesi, e in fondo a ogni pagina c’è «Preferenze sui cookie» per cambiarla quando si vuole. Chi dice no non perde niente: il video si apre su YouTube invece che qui, e le visite semplicemente non le contiamo.
Quando arriva una prenotazione, una richiesta o un ordine, lo staff riceve un avviso sul telefono, per rispondere in fretta. Da oggi quell’avviso dice soltanto che cosa è successo e per quale attività, con il collegamento per andare a vedere. Il nome di chi prenota, la sua email, il suo telefono e quello che ha scritto restano dentro il sito, dove si entra con una chiave. Il telefono dello staff è un campanello, non un archivio.
Sulla carta delle valli ci sono quasi duemila attività raccolte dagli elenchi pubblici del territorio, perché una carta con sei negozi non racconterebbe le valli. A settembre abbiamo scritto a ciascuna attività che aveva un indirizzo di posta, spiegando da quale elenco veniva la sua scheda e come correggerla o toglierla. A circa centocinquanta quella lettera non è arrivata per intero: la riceveranno adesso, senza offerte e senza inviti, soltanto per dire come stanno le cose.
E la pagina della privacy ha una versione nuova. Dice quanti giorni l’assistente Gip lascia passare prima che le domande spariscano anche dai server di chi lo fa funzionare: trenta. Dice, fornitore per fornitore, su quali garanzie si regge ogni dato che viaggia fuori dall’Europa. E dice con onestà una cosa che prima avevamo scritto troppo in fretta: che alcune schede della carta, quelle delle ditte che portano il nome di chi le conduce, parlano di persone, e vanno trattate con la stessa cura.
Sono cambiamenti che non si vedono quasi. Ma un posto dove si viene volentieri è anche un posto dove si sa che cosa succede.