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Un codice sulla porta
The project logbook is written in Italian, so this stage is in its original language.
Ogni casa che ospita, in Italia, ha un codice suo: lo assegna il Ministero del Turismo e va scritto fuori dalla porta e in ogni annuncio. Dal 12 ottobre una struttura per dormire si apre sulla piattaforma solo con il suo.
Ha diciotto caratteri, e comincia sempre allo stesso modo: IT, poi la provincia, poi il comune. Si chiama CIN, Codice Identificativo Nazionale, e da quando esiste ogni albergo, ogni bed and breakfast, ogni appartamento affittato ai turisti ne ha uno. Lo assegna la banca dati del Ministero del Turismo, su richiesta di chi gestisce la casa, e la legge chiede di esporlo in due posti: fuori, accanto alla porta, e in ogni annuncio, ovunque sia pubblicato. Chi non lo fa rischia una sanzione da cinquecento a cinquemila euro.
La vetrina di un albergo su Valli del Noce è un annuncio. Cristian l’ha detto l’8 ottobre senza giri di parole: le strutture ricettive hanno l’obbligo di esporre il CIN, e dal giorno del lancio diventa una regola per entrare.
Sulla vetrina di chi ospita, il codice compare fra i recapiti, accanto al telefono e all’indirizzo, nelle quattro lingue della piattaforma. Un ospite che arriva da Cracovia o da Monaco legge lo stesso codice che chi passa davanti legge sulla porta. È una riga sola, e dice una cosa importante: questa casa è in regola, e la trovi anche negli elenchi dello Stato.
Quando una struttura scrive il suo codice, la piattaforma lo chiede subito alla banca dati del Ministero. Se il Ministero lo conosce, accanto compaiono il nome e il comune con cui è registrato, e chi gestisce la casa può controllare che sia proprio il suo. Se non lo conosce, il codice non si salva: un CIN sbagliato esposto in un annuncio è una multa per la struttura, e non vogliamo esserne la causa.
Nelle nostre carte c’erano già undici codici, scritti dalle strutture stesse negli elenchi da cui il censimento era partito. Li abbiamo chiesti al Ministero: nove li riconosce, due no.
Dalla mezzanotte fra l’11 e il 12 ottobre una casa per dormire non si apre senza il suo codice. Quelle già aperte, sessantasei, non si chiudono: riceveranno una lettera che chiede il codice e porta dritta alla pagina dove scriverlo, in pochi minuti. Perché una regola nuova è giusta quando arriva con la strada per rispettarla.