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Castel Valer, Ville d'Anaunia

Val di Non

Castelli e residenze · Ville d'Anaunia · Val di Non

Castel Valer

Il mastio ottagonale, unico nelle Alpi, e il castello che Trento ha comprato nel 2023.

Castel Valer
Christian Stringari · CC BY-SA 3.0 · origine

Sta a 594 metri su un colle sopra Tassullo, nel comune di Ville d'Anaunia, con il fossato a nord e, a sud, il salto sulla forra del rio Paglia, che nei secoli ha più volte scalzato il versante. Il nome viene forse dalla cappella di San Valerio, ma secondo lo storico Walter Landi dice anche il valore e la prodezza della cultura cavalleresca. Si è scritto a lungo che fu fondato nel 1211 dai conti di Appiano; i documenti dicono altro. La prima notizia è del 1297, e la costruzione, dai conci bugnati del mastio, non può essere anteriore al Duecento: per Landi la cominciarono nel 1266 i fratelli Riprando e Nicolò II di Flavon, mentre Trento era in mano a Mainardo II di Tirolo. Nel 1301 era di Ulrico di Coredo, e il 29 dicembre di quell'anno vi fu firmata la pace fra i figli di Mainardo II e le città di Mantova e Verona, che chiudeva la guerra del conte con il vescovo.

Passò di mano molte volte, come pegno e come feudo: ai Coredo fino al 1340 circa, a Corrado di Teck, nel 1354 a Ludovico di Brandeburgo, marito di Margherita di Tirolo, poi agli Asburgo, ai Greifenstein, e nel 1386 a Warimberto III di Thun per 2.400 fiorini. Nel 1427 lo ebbero i fratelli Giovanni e Giorgio Spaur: il primo fondò la linea di Valer di sopra, il secondo quella di Valer di sotto, e per più di quattrocento anni il castello restò diviso in due. Nel 1895 il conte Giulio Spaur comprò la parte di sotto e lo riunì. Il conte Ulrico Spaur lo ha abitato fino alla morte, nel febbraio 2021; la Provincia autonoma di Trento lo ha comprato dagli eredi per 15,4 milioni di euro, con il contratto firmato nel giugno 2023.

Il mastio ottagonale è della seconda metà del Duecento, alzato a metà Quattrocento fino ai 30,55 metri di oggi col tetto, con muri spessi due metri e trenta e l'ingresso a quasi sette metri d'altezza, raggiunto da un ponte di legno che si poteva far crollare. È costruito in calcare, porfido e tonalite, la pietra dell'Adamello arrivata dal Tonale. La forma a otto lati non ha uguali nel Trentino e, per Landi, nell'arco alpino: sarebbe l'ultimo segno dell'impero svevo in Italia, legato alla discesa di Corradino e all'occupazione di Trento del 1266, con l'ottagono come simbolo dell'Impero.

Dal Quattrocento gli Spaur lo ingrandirono: le cinte successive racchiudono il castello di sotto, il più antico, e quello di sopra, costruito per abitarci. Dentro ci sono la Sala degli stemmi, con le armi delle famiglie imparentate (Visconti, Madruzzo, Thun, Fugger, Trapp, Welser), la cucina gotica con gli arredi originali, il Salone di Ulrico con il soffitto del 1552 e i ritratti di famiglia, le stufe di maiolica di Sfruz, e le Sale madruzziane, con i fregi di Marcello Fogolino, il pittore dei principi vescovi, chiamato per Caterina Madruzzo, sorella del vescovo Cristoforo e moglie di Ulrico Spaur. La cappella di San Valerio, voluta da Rolando Spaur, fu consacrata il 15 novembre 1473 e affrescata dai fratelli Giovanni e Battista Baschenis, pittori bergamaschi: evangelisti, profeti, San Romedio con l'orso, la Passione, l'Adorazione dei Magi. Nel 1706 una piena del rio Paglia fece franare il versante e crollare parte del castello di sopra, poi ricostruito; fra il 2001 e il 2005 la Provincia ha messo in sicurezza il pendio.

Prima notizia
1297
Mastio
30,55 m col tetto
Della Provincia
dal 2023
Tutela
bene culturale italiano

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