Castelli e residenze · Ton · Val di Non
Castel Rocchetta
Fu demolito nel 1860 per fare spazio al forte che ancora si vede.


Dall'alto
A 194 metri da qui
Di questo castello non resta quasi niente, e la ragione sta a pochi metri di distanza: la torre fu abbattuta nel 1860 per fare spazio alla costruzione della tagliata stradale della Rocchetta, il forte austro-ungarico con undici cannoni che presidia ancora la stessa strettoia. L'edificio era già stato smantellato in parte nel 1810.
Era nato per lo stesso motivo per cui è stato distrutto: controllare il passaggio. Nel febbraio del 1333 il re Enrico di Boemia incaricò il suo vassallo Volkmar von Burgstall di erigere una torre a fortificazione della strettoia, presso il ponte sul Noce, promettendo di pagarne i costi; la promessa restò vuota, e alla fine il re cedette la costruzione a Volkmar come pegno feudale. Volkmar era già castellano di Castel Visione, che sta alcune centinaia di metri di quota più in alto.
Seguirono castellani nominati dai principi territoriali tirolesi: Konrad von Schenna dopo che Volkmar cadde in disgrazia nel 1342, poi tre generazioni di Rottenburg. Nel 1410 le truppe del duca Federico IV occuparono il castello, accusando il Rottenburg di aver alimentato la lite fra il duca e il vescovo di Trento Giorgio di Liechtenstein; il vescovo avanzò allora pretese proprie e nel 1418 riuscì a prenderlo con l'aiuto di Pietro di Spaur, e solo due anni più tardi, composta la faida degli Spaur, il castello tornò ai tirolesi.
La sua particolarità è che era un'isola. Castel Rocchetta era una delle enclave tirolesi dentro la Val di Non, che apparteneva al principato vescovile di Trento: verso la metà del Quattrocento vi fu istituita una stazione doganale del principe tirolese, e castellano e doganiere esercitavano insieme la giurisdizione su un distretto di poche centinaia di metri tutto intorno. Nel 1534 costruzione e dogana passarono ai Thun, che rinnovarono l'impianto e nel 1555 vi costruirono una cisterna.
Di come fosse fatto restano le immagini e gli scavi. La prima raffigurazione è di Pier Andrea Mattioli, nel Cinquecento, che nella sua carta lo disegna con un mastio massiccio e un edificio accanto sopra il Noce; nel Codex Brandis, del Seicento, appare come torre cinta da una muraglia merlata; nel disegno che Johanna von Isser Großrubatscher fece nel 1831 il mastio somiglia già a una rovina. Gli scavi degli anni Duemila hanno restituito frammenti di ceramica e vetro, chiodi e punte di armi, e monete che vanno dal Trecento all'Ottocento.
- Primo incarico
- febbraio 1333
- Ai Thun
- dal 1534
- Torre demolita
- 1860
I sentieri che passano di qui
- O516BSentiero attrezzato del CronelloEE3 kma circa 450 m
Dal catasto dei tracciati alpini della Provincia autonoma di Trento. © SAT.