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Eremo di San Biagio, Novella

Val di Non

Chiese e santuari · Novella · Val di Non

Eremo di San Biagio

Una comunità che si spegne, contata nei documenti.

Eremo di San Biagio
Syrio · CC BY-SA 4.0 · origine

Chiesa e ospizio citati per la prima volta nel 1307, forse duecenteschi. A cosa servisse esattamente la struttura annessa non è chiaro, e il dubbio è di quelli che dicono molto: secondo Vigilio Inama era un ospizio per viandanti e pellegrini, secondo don Rosati un lebbrosario, perché dal 1349 il luogo compare nei documenti come dosso e chiesa di San Lazzaro, che dei lebbrosi è il patrono.

Il numero di chi ci viveva si legge nelle carte come una parabola: a metà del Duecento l'ospizio è retto da quattro frati e due suore, nel 1307 vi restano tre donne, verso il 1350 due uomini soltanto.

Della costruzione originaria rimane poco, perché è stata rimaneggiata molte volte: la parte più antica è la cappella laterale romanica, mentre la chiesa vera e propria è quattrocentesca.

Prima citazione
1307
Dedicata a
Biagio di Sebaste

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