Natura · Dolomiti di Brenta
Cima Brenta Alta
La aprirono nel 1880 i fratelli Nicolussi, guide di Molveno.

Cima Brenta Alta arriva a 2960 metri e appartiene alla Catena degli Sfulmini, quella fila di cime rocciose a forma di ago o di torre che si distende da nord a sud nel gruppo di Brenta. Vista da nord-est appare come un enorme blocco di roccia, e con la sua parete nord-est di circa seicento metri domina tutta la zona; come molte cime del Brenta è di dolomia solida, che è la ragione per cui gli arrampicatori la cercano.
La prima salita è del 19 agosto 1880 e riuscì agli alpinisti trentini Annibale Apollonio e Giorgio Rossaro, guidati dai fratelli Bonifacio e Matteo Nicolussi di Molveno. I due nomi tornano spesso nelle prime salite del Brenta, e qui la fonte dice quello che altrove resta implicito: erano fratelli.
La via normale è ancora quella dei primi salitori, e parte dal rifugio Pedrotti, a 2496 metri: si segue il sentiero 318 fino alla Bocca di Brenta, poi verso nord fino a un camino, e si sale con arrampicata facile su terrazze di detriti e sulle cenge caratteristiche della Dolomia Principale, in un paio d'ore. Le vie serie sono altra cosa e cominciano negli anni venti, con lo spigolo sud di Miori e Prati nel 1926 e la parete ovest di Agostini e Steger nel 1928; nel 1972 Anghileri, Gogna e Rava salirono lo spigolo nord-est piantando ottantacinque chiodi in una via verticale di 470 metri.
- Quota
- 2960 m
- Parete nord-est
- circa 600 m
- Prima salita
- 19 agosto 1880
- Gruppo
- Dolomiti di Brenta
I sentieri che passano di qui
- O305CVia ferrata delle Bocchette centraliEEA-D2,9 kma circa 150 m
- O318AVia ferrata Bocca di BrentaEEA-F3,6 kma circa 400 m
Dal catasto dei tracciati alpini della Provincia autonoma di Trento. © SAT.