Chiese e santuari · Sanzeno · Val di Non
Chiesa di Sant'Antonio
Il cimitero troppo vicino la riempiva di umidità, e fu spostato lui.


Dall'alto
A 2118 metri da qui
L'edificio originario risale probabilmente al Trecento, ed è di quel periodo il ciclo di affreschi che conserva all'interno; la prima citazione della chiesa è del 1376. Nel 1537 la visita pastorale di Bernardo Clesio la documentò con un soffitto di legno, che poco più tardi un incendio danneggiò: la parte distrutta fu ricostruita entro il 1579, come attestano gli atti vescovili. All'inizio del Settecento la struttura venne resa più solida con nuove pareti a barbacane.
Nel 1895 il degrado non era più accettabile, e la causa stava fuori: il cimitero, troppo vicino e in posizione più elevata, faceva filtrare umidità nelle murature. La soluzione fu trasferire l'area cimiteriale e risanare poi muri e infissi.
L'intervento del 1922 fu invece fortemente criticato: per ampliare la sala e allungare la navata si demolì la facciata originale, e con essa andarono perdute le parti affrescate che l'adornavano. Prima della seconda guerra mondiale le balaustre del presbiterio furono rimosse perché instabili e Carlo Bonacina affrescò il catino absidale. La chiesa fu elevata a dignità parrocchiale l'ultimo giorno del 1943.
- Prima citazione
- 1376
- Cimitero trasferito
- 1895
- Parrocchiale
- 31 dicembre 1943
- Dedicata a
- Antonio abate
- Tutela
- bene culturale italiano