Castelli e residenze · Ville d'Anaunia · Val di Non
Castel Nanno
La casa da cui nacquero i Madruzzo, fra i meleti di Nanno.

Sta sopra i meleti di Nanno, nel comune di Ville d'Anaunia: una residenza del Cinquecento chiusa in una cinta quadrata con quattro torrette agli angoli, costruita attorno al mastio del castello medievale. Il mastio è ancora lì, inglobato nella casa, anche se nel 1873 è in parte crollato.
Le prime notizie sono del 1264. Nel 1274 ne erano signori Niccolò e Giordano, figli di Ropreto da Denno, che dal castello presero il nome: da Nanno. A metà del Trecento il vescovo di Trento tolse loro i feudi per infedeltà e il castello passò per qualche decennio agli Spaur; nel 1420 tornò ai Nanno. Da quella rivalità viene anche una leggenda: Melisenda di Nanno e Ludovico di Castel Sporo si amavano di nascosto, e il padre di lei, scoperto l'amore proibito, li avrebbe fatti murare vivi nel castello.
Nel Quattrocento Riprando da Nanno ricevette anche il feudo di Castel Madruzzo e ne prese il nome: comincia così la casata dei Madruzzo, che darà a Trento i principi vescovi Cristoforo e Carlo Emanuele. Fra il 1520 e il 1530 i Madruzzo trasformarono il castello nella residenza rinascimentale che si vede oggi. Nel 1610, quando il feudo era di Gaudenzio Madruzzo, a Nanno si tenne un processo per stregoneria che condannò tre donne al rogo.
Estinti i Madruzzo con il vescovo Carlo Emanuele, nel 1661 il castello passò al principato vescovile di Trento. Alla fine dell'Ottocento era di Carlo de Giuliani, bibliotecario e direttore del museo di Trento, che lo fece sistemare. Oggi è di proprietà privata e si visita solo in alcune occasioni.
- Prima notizia
- 1264
- Forma attuale
- 1520-1530
- Tutela
- bene culturale italiano