Chiese e santuari · Livo · Val di Non
Chiesa di Sant'Antonio
Il loggiato davanti alla facciata qui si chiama glesiot.


Dall'alto
A 1661 metri da qui
La prima citazione della chiesa di Preghena è in un documento testamentario del 1384. Verso la fine del Quattrocento la chiesa medievale fu quasi certamente distrutta da un incendio e ricostruita in stile gotico; nel 1531, per volere di Biagio Aliprandini, venne ampliata anche con un loggiato esterno davanti alla facciata, che qui si chiama glesiot. Dal 1590 parte della volta a crociera della sala fu decorata con affreschi di artisti di scuola germanica.
La cappella laterale dedicata a Sant'Antonio da Padova è del Seicento, e attorno alla metà di quel secolo arrivarono il fonte battesimale e la custodia dell'Eucaristia. Poi un secondo incendio distrusse di nuovo l'edificio, che fu ricostruito nel 1692. Nella seconda metà del Settecento si costruì la nuova sacrestia e Mattia Lampi dipinse la Via Crucis della sala; la dignità curaziale arrivò nel 1773, dopo che per un certo periodo la pieve di Livo l'aveva ostacolata.
Negli anni cinquanta del Novecento la chiesa fu restaurata e ampliata, e l'antica facciata storica venne abbattuta per fare posto a un avancorpo di gusto moderno. Ai lati dell'ingresso sono murate due colonne che appartenevano alla cantoria demolita insieme alla loggia in controfacciata, e sul portale a sud fu aperto un rosone.
- Prima citazione
- 1384
- Glesiot
- 1531
- Ricostruita dopo l’incendio
- 1692
- Dedicata a
- Antonio abate
- Tutela
- bene culturale italiano