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Che bello averti qui
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Chi apre l’app per la prima volta adesso viene accolto: Gip lo saluta, gli dice cosa riceve con la sua email e lo lascia guardarsi intorno, se preferisce.
Un’app si apre la prima volta una volta sola. È il momento in cui chi l’ha appena scaricata decide se tenerla sul telefono o dimenticarla in una cartella, e fino a ieri da noi quel momento passava in silenzio: si apriva la pagina di casa, bella, piena di valli, e nessuno diceva una parola.
Da oggi c’è qualcuno ad accogliere. Gip, il nostro gipeto, compare in un medaglione dai colori delle sei valli, mentre dietro di lui si disegna il corso del Noce, dalla sorgente alla foce. La prima frase è semplice: «Che bello averti qui.» Poi Gip si presenta e dice in tre righe cosa c’è dentro: sentieri, laghi, rifugi, botteghe e le persone che ci vivono.
Sotto, tre regali per chi lascia la sua email. Gip senza limiti, a qualunque ora e su qualunque cosa delle valli. I posti salvati che seguono da un telefono all’altro. E i contest e i vantaggi che stiamo preparando, per i quali chi è iscritto sarà fra i primi a saperlo. Niente password: arriva un collegamento, e si è dentro.
Ma la cosa a cui teniamo di più è un’altra: si può dire di no. «Più tardi, prima mi guardo intorno» sta lì, in vista, e basta un tocco. La carta, le schede, i sentieri restano aperti a tutti, iscritti o no, perché un territorio non si visita su invito. Il benvenuto compare una volta sola, e a chi è già iscritto non compare affatto.
È un dettaglio piccolo, una schermata in tutto. Ma è la prima che vede chi ci ha appena scelti, e ci sembrava giusto che dicesse grazie.