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Valli del Noce
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Le porte che restano aperte

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Faza 2 · firmy

Le porte che restano aperte

Il giorno dopo la notte della fila, gli accessi al pre-lancio hanno imparato ad aspettare chi apre la posta con calma, la partita IVA si conferma con un tocco e senza password, e le lettere hanno trovato il confine delle valli: quello che lascia fuori Andalo, di proposito.

Alle otto e trentacinque del mattino del 5 ottobre è arrivato un messaggio di due righe. Un’attività appena accolta nel pre-lancio chiedeva un collegamento nuovo per entrare: quello partito il pomeriggio prima, alle quattro meno dieci, era scaduto alle quattro meno dieci della notte, mentre in valle dormivano tutti.

Non era un caso isolato. Quella mattina, delle centodiciassette attività approvate, cinquantacinque non erano mai entrate, e il collegamento che avevano in mano non apriva più niente. Dodici ore sembrano tante a chi le decide; a chi tiene un albergo o una malga, la posta si apre la sera tardi, o la mattina dopo.

Quarantotto ore, e le altre porte

L’attività delle otto e trentacinque ha ricevuto un collegamento nuovo alle nove meno sette, ed era dentro un quarto d’ora dopo. Ma il rimedio doveva valere per tutte: poco prima delle nove e mezza ogni collegamento d’accesso nuovo ha cominciato a valere quarantotto ore, e a restare buono finché la persona non entra.

Cercando, sono venute fuori altre porte che si chiudevano da sole. Chi apriva la stessa lettera sul telefono e poi sul computer si ritrovava con una delle due pagine non più valida: adesso valgono tutte e due. E chi arrivava con un collegamento vecchio trovava una pagina che rifiutava la password e diceva di chiederne un altro «qui sotto», dove non c’era niente: ognuna delle persone arrivate lì, quella mattina, ci aveva provato due volte di fila. Da mezzogiorno e mezza quella pagina il collegamento nuovo lo offre lì, senza mandare nessuno a cercarlo.

E c’era chi aveva bussato alla porta sbagliata. Due strutture della Val di Sole, ricevuta la lettera di settembre, si erano iscritte come visitatori invece che come attività, e a chi in quella situazione provava ad aderire per la propria attività la pagina rispondeva «già registrato, ti scriviamo noi»: una promessa senza nessuno a mantenerla, perché un visitatore non occupa un posto. Le due iscrizioni sono state sciolte alle dieci meno un quarto, e da allora, se chi aderisce usa l’indirizzo che conosciamo per la sua scheda, la vecchia iscrizione si scioglie da sola. A una terza persona, che usa lo stesso indirizzo di un’altra struttura, scrive Cristian di persona.

La partita IVA in un tocco

Fra le cose che chiediamo a ogni attività c’è la conferma della partita IVA, cioè di chi c’è davvero dietro una vetrina, e fino a quella mattina si faceva solo dopo essere entrati, password compresa. Su richiesta di Cristian, accanto a ogni attività da confermare il pannello dello staff ha adesso un bottone, «Chiedi la partita IVA»: a chi la gestisce arriva un collegamento che vale una settimana e apre la pagina senza password, già compilata con quello che sappiamo.

La prima prova vera l’ha fatta lui, sulla scheda della bottega che costruisce la piattaforma, NosLab S.a.s. di Bresadola Cristian. La lettera è partita alle undici e otto; aperta e confermata, la pagina ha risposto «Richiesta non riconosciuta». Una protezione dei moduli del sito scambiava per estranea proprio quella richiesta, e sarebbe andata così per chiunque. Meglio scoprirlo in casa.

Alle undici e trentatré NosLab era confermata, e il registro europeo delle partite IVA la dava valida, con il nome giusto. Il modulo, toccato due volte, aveva anche risposto in rosso «già confermata»: adesso lo stesso dato mandato due volte è semplicemente una conferma. La sera le partite IVA confermate erano cinquantaquattro.

Centoventicinque, e un confine

Intanto partivano le lettere: duecentodiciotto, dalle otto del mattino fino allo scoccare delle cinque. Cinque sono tornate indietro, una ha trovato la casella piena.

La sera prima i posti presi erano centodiciassette; alle cinque del pomeriggio erano centoventicinque su duecento. Otto attività in un giorno, e solo una rispondeva a una lettera di quel giorno: le altre l’avevano ricevuta il 3 o il 4 ottobre, o con il promemoria del 30 settembre. Una lettera, a quanto pare, resta qualche giorno sul tavolo.

Quell’unica risposta veniva da Andalo. Il territorio della piattaforma, confermato ad agosto, conta quarantacinque località: la cima della Paganella sta dentro, come le altre vette di confine, i paesi dell’altopiano ai suoi piedi no. Eppure diciotto lettere della giornata erano finite lassù, partite da elenchi di categoria senza che nessuno guardasse il comune, e alle cinque meno quattro un ristorante di Andalo aveva aderito.

Cristian l’ha detto in tre frasi: «Andalo è strategico. Per quello che non l’abbiamo incluso. Ci verranno a cercare loro quando saremo famosi.» Poi ha accolto il ristorante lo stesso, alle cinque e diciotto, e chi lo gestisce è entrato quattro minuti dopo. Quale valle dargli resta in sospeso: «per il momento attendi».

Da quella sera le lettere sanno dove finiscono le valli. Partono solo verso i comuni che riconosciamo come nostri, gli stessi con cui una scheda nuova riceve la sua valle. Chi sta oltre, se vorrà, la porta la troverà da solo.

Dziś w dolinach

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