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Valli del Noce
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I fili si accendono, e le vetrine imparano a vendere

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I fili si accendono, e le vetrine imparano a vendere

La notte del 3 ottobre, a poche ore dalle prime lettere agli artigiani, le pagine delle attività hanno cominciato a mostrare ciò che sanno fare: le date libere di una baita, i vasetti di una confettura, le foto di un’associazione. E i fili tematici sono diventati fili veri, luminosi, tesi fra i luoghi delle valli.

Erano quasi le dieci di sera quando Cristian ha scritto una frase che conteneva il lavoro di una notte intera: rendiamo le schede molto più professionali, e cominciamo a mostrare quello che il sistema sa fare. Poi è andato a dormire, e ha lasciato detto di non perdere niente.

Il paese in fondo, ben visibile

Si è cominciato da una cosa piccola che si vede ovunque. Nelle schede delle attività, delle associazioni e dei luoghi il paese stava in una riga grigia, scritta in piccolo, e qualche descrizione era così lunga da spingere tutta la fila. Adesso ogni scheda dice due o tre righe e poi si ferma, con un «Altro» che porta alla pagina intera. E in fondo, separato da un filo sottile, c’è il paese: con il suo spillo, nel colore della sua valle. Il verde salvia per la Val di Non, il viola del rododendro per Rabbi, l’azzurro per Pejo. Quando la scheda si alza al passaggio del mouse, dallo spillo parte un’onda, come il punto di una carta che dice «sei qui».

Per strada è venuto fuori un errore che Cristian ha visto prima di noi: un bed and breakfast di Caldes stava in Val di Non. Veniva da un elenco di agosto che mescolava le valli. Cercandone la causa ne sono emersi altri due, e soprattutto venticinque attività entrate nelle ultime settimane che non comparivano in nessuna valle, perché nessuno aveva tradotto il loro paese in una valle. Adesso ci sono tutte, e d’ora in poi chi si iscrive finisce da solo nella valle giusta, anche se scrive «Pejo Fonti», «Cogolo» o «Tozzaga di Caldes».

Le associazioni, valle per valle

Le associazioni si leggono ora per valle, con una sezione a parte per chi lavora per tutte: El Brenz ha la sede a Malé, ma studia la lingua e la storia di tutte le Valli del Noce, e metterla sotto la Val di Sole sarebbe stato un modo sbagliato di raccontarla. La pagina di ogni associazione ha una carta d’identità in quattro tessere (che cosa fa, dove ha sede, per quale valle, da quanti anni), le attività in tessere con la spunta, gli appuntamenti come un’agenda, e i contatti in un pannello con il bottone per scrivere. Lo spazio per dieci fotografie è pronto in pagina: aspetta solo l’ultimo passo nel database.

Una vetrina che mostra, invece di dire

Fino a ieri la scheda di un’attività non ancora gestita elencava a parole cosa avrebbe avuto chi la prendeva. Da stanotte lo fa vedere. Chi ospita trova la sezione che vedranno i suoi ospiti, con un esempio dichiarato come esempio: una camera, il suo prezzo, le date da scegliere e il calendario delle notti libere, coi fine settimana agli ultimi posti. Chi produce o vende trova la sua bottega: i prodotti in evidenza, il prezzo appoggiato sulla foto.

Sulle vetrine vere, quelle già gestite, la prenotazione è salita in primo piano. Una baita della Val di Sole mostra il suo soggiorno con le condizioni scritte chiare (minimo tre notti, conferma della struttura, si paga sul posto), le date si scelgono subito e la richiesta si apre già compilata. Un’azienda agricola della Val di Non mette in vetrina dodici confetture, e la prima, la composta di pere, occupa lo spazio di quattro.

Le ultime, come un’agenda

Nella linguetta «Oggi nelle valli» le notizie erano un elenco su fondo scuro, e Cristian l’ha detto con onestà: bello, ma non bellissimo. È diventata un’agenda. In cima la voce che conta adesso, grande, su un fondo di notte col profilo dei monti; sotto, i giorni come fogli di calendario che restano agganciati mentre le voci scorrono; ogni voce con il segno del suo tipo, un calendario per gli appuntamenti e un giornale per i comunicati, e il paese con il suo spillo. In alto, tre pastiglie per vedere tutto, solo gli appuntamenti o solo i comunicati.

I fili, finalmente fili

La pagina dei fili tematici si chiamava così e non lo mostrava. Adesso a destra c’è una carta notturna delle valli, col Noce che la attraversa in un azzurro che brilla appena, e i luoghi come punti di luce. Ogni tema è un filo colorato teso fra i suoi luoghi, e all’apertura i fili si disegnano da soli, uno dopo l’altro. Passando su un tema, il suo filo si accende e gli altri si spengono: i Baschenis da una chiesa all’altra, i vescovi che consacravano a tappe, Bernardo Clesio fra i suoi castelli. È la stessa storia di prima, ma adesso si vede che è una rete.

Più in alto delle montagne

L’ultima correzione l’ha chiesta Cristian prima di andare a letto. Arrivando sulla carta in rilievo dalla pagina di una baita, la vista finiva dentro il versante e lo schermo diventava bianco. Adesso la carta misura lo spazio fra lo sguardo e le montagne, e se è troppo poco si alza da sola: si può inclinare e avvicinare quanto si vuole, ma dentro una montagna non si entra più.

Dziś w dolinach

Chwileczkę...

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