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Chi lavora nelle valli, sulla carta
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Milleseicentosessantanove attività censite e novecento sulla mappa, ognuna con l'icona della sua categoria. E tre lezioni sui dati che abbiamo imparato sbagliando.
La mappa della piattaforma conteneva luoghi: castelli, chiese, cime, laghi. Da questa settimana contiene anche chi lavora: milleseicentosessantanove attività, di cui circa novecento georiferite e visibili sulla carta.
Per valle: Val di Non seicentosessantaquattro, Val di Sole seicentosessanta, Piana Rotaliana centonovantasette, Valle di Pejo centonove, Val di Rabbi quarantanove.
Da lontano le attività sono cerchi, e dicono la densità: dove ce n’è tanta il cerchio è grande. Avvicinandosi diventano gocce col colore della loro famiglia, e dentro ogni goccia c’è l’icona della categoria: quindici icone, una per tipo.
Fino a pochi giorni fa dentro le gocce c’era sempre lo stesso simbolo, uguale per un albergo e per un museo. Un segnaposto che non distingue è un segnaposto che costringe a cliccare per sapere.
Il bordo dei segnaposto cambia col fondo: i valori giusti sulla carta chiara sono sbagliati sull’ortofoto, perché un contorno chiaro su un bosco scompare.
Le scriviamo perché sono la parte del lavoro che di solito non si racconta.
La prima. I dati si prendono dalla stessa riga della stessa fonte. Avevamo provato ad arricchire le schede accostandole per somiglianza di nome a un archivio esterno: «Elettrauto Meneghini» si è agganciato a «Elettrauto Righetti», e una chiesa a un salone da parrucchiere. L’operazione è stata annullata, due volte.
La seconda. Un campione non è un censimento. Una regola tarata controllando ottocentosettanta schede ne lasciava sbagliate trecentoundici sulle milleseicento totali. Le schede sbagliate stavano più in fondo, dove non avevamo guardato.
La terza, la più insidiosa. Un controllo di presenza non è un controllo di correttezza. Quindici schede avevano coordinate presenti e sbagliate, con scarti fino a ventotto chilometri, e il controllo automatico diceva che andava tutto bene: guardava se il dato ci fosse, non se fosse giusto. Le ha trovate una persona, cercando un’azienda che sapeva dove stava.
Settecentosettantanove attività non hanno ancora coordinate, e non le inventiamo: metterle tutte al centro del proprio comune farebbe sessantanove segnaposti nello stesso punto, che non è informazione, è un falso che sembra completezza.