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Imparare ascoltando: le foto intere, e la musica

Diario di bordo
Fase 3 · pubblico

Imparare ascoltando: le foto intere, e la musica

Tre giorni dopo l’apertura il sito ha cominciato a imparare da chi lo usa. Un bottone che taceva, una data di nascita che non si trovava, delle foto tagliate male: ogni messaggio è diventato una correzione. E da oggi artisti e associazioni possono raccontarsi anche con i video e con la musica.

Un sito che impara ascoltando

I primi giorni dopo un’apertura non sono quelli delle grandi novità: sono quelli in cui arrivano i messaggi. Brevi, a volte una riga sola, scritti da chi sta provando a fare una cosa e non ci riesce. Ognuno è un regalo, perché dice esattamente dove guardare.

Il 14 ottobre, alle undici del mattino, un’azienda agricola ha scritto: «clicco su collega i pagamenti ma non succede niente». Era vero, e non si vedeva da nessuna parte: il bottone che porta alla pagina dove si apre il conto per farsi pagare con la carta veniva fermato in silenzio dal browser stesso, per una regola di sicurezza scritta un po’ troppo stretta. Nessun avviso, nessun errore, solo un clic che non portava da nessuna parte. Un’ora e mezza dopo il bottone funzionava, per tutti.

Quaranta minuti più tardi un signore che si stava iscrivendo ha scritto: «debbo scegliere l’anno 1954, non c’è la selezione dell’anno». Il calendario si apriva sul mese di oggi, e chi non conosce il trucco per cambiare l’anno torna indietro un mese alla volta: per il 1954 sono più di ottocento tocchi. Mezz’ora dopo la data di nascita si scriveva come si dice, giorno, mese e anno, in tre caselle. Il 1954 adesso sono quattro tocchi, a qualunque età.

Le foto tagliate male

Alle sei e mezza del mattino del 15 è arrivato un messaggio di poche parole: un produttore di piccoli frutti della Val di Sole scriveva che due delle sue tre foto si vedevano tagliate male. Aveva ragione, e non era colpa delle sue foto. Il modo in cui le preparavamo per il sito, in certi casi, le tagliava ai lati invece di rimpicciolirle: un’insegna con il nome dell’azienda restava senza metà delle lettere, e una foto scattata in piedi perdeva la testa e i piedi. Succedeva su tutte le vetrine, da qualche giorno.

Ogni foto com’è stata scattata

Da oggi la foto arriva intera, e la vetrina decide come mostrarla guardando la sua forma. Una foto orizzontale, come se ne scattano di solito, riempie il riquadro, partendo dal punto che l’attività ha scelto toccando l’anteprima. Una foto verticale, una quadrata o un’insegna molto larga si mostrano tutte intere, su un fondo fatto della stessa foto, sfocata e scurita, così il riquadro resta pieno e niente si perde.

Prima di decidere abbiamo messo una accanto all’altra le centoquindici foto che cambiano, com’erano e come sono adesso: l’insegna che ritrova il suo nome, la camera che ritrova il letto intero, la lampada che ritrova il suo soffitto. Chi preferisce la foto riempita lo sceglie con una spunta.

Le vetrine d’oro, quelle di chi ha creduto nel progetto prima di vederlo, da oggi hanno cinque posti per le foto invece di tre.

Artisti e associazioni, con la loro voce

Lo spazio di artisti e associazioni è gratuito, e fino a ieri aveva un limite che nessuno vedeva: le pagine le scrivevamo noi, e chi era stato pubblicato non poteva entrarci. Lo ha fatto notare una giovane pittrice, appena arrivata, con una domanda semplicissima: come faccio ad aggiungere le mie foto?

Adesso ogni artista e ogni associazione ricevono il loro ingresso, e dalla loro pagina aggiungono le fotografie delle opere, correggono la presentazione, e soprattutto possono farsi sentire. Fino a sei video di YouTube, che si aprono solo quando qualcuno li avvia: chi guarda la pagina senza toccarli non viene seguito da nessuno. E fino a cinque brani da ascoltare direttamente sulla pagina, per i cori, le bande, i cantautori che finora nelle valli si potevano sentire solo dal vivo. Per ogni brano chi lo carica dichiara di averne i diritti, perché la musica è di chi l’ha scritta.

Per chi entra la prima volta c’è una guida passo per passo, con i nomi dei bottoni che si vedono sullo schermo. E le prime lettere sono già partite, quindici in un pomeriggio: a otto artisti, dalla pittura alla ceramica alla musica, e a sette associazioni, dalla sezione della SAT al teatro, dal volontariato del sangue alla Pro Loco. Prima di sera due artisti erano già entrati. A chi non avrà tempo nei prossimi due giorni arriverà un solo promemoria, con un ingresso nuovo: niente di più, perché una porta si apre, non si spinge.

Nel pomeriggio è partita anche un’altra lettera, a chi aveva cominciato ad aprire il conto per i pagamenti e si era fermato proprio davanti a quel bottone che taceva: adesso funziona, e la strada fino in fondo è scritta passo per passo. È il lavoro meno visibile di tutti, tornare da chi si è bloccato e dirgli che il blocco non c’è più. Ed è quello che fa la differenza fra un sito e un posto dove qualcuno ti risponde.

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Gipil gipeto delle Valli del Noce

Ciao, sono Gip. Sono un gipeto: la mia specie era sparita dalle Alpi negli anni Trenta, e il primo nato in Trentino dopo almeno centocinquant'anni ha spiccato il volo dalla Val di Rabbi, il 16 luglio scorso.

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Gip è un assistente basato su intelligenza artificiale. Risponde solo con i fatti verificati delle nostre schede. Le domande le elabora Anthropic, negli Stati Uniti, e noi non le conserviamo: non scrivere dati personali. Come le trattiamo.