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Valli del Noce
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Le valli in quattro lingue

Diario di bordo
Fase 3 · pubblico

Le valli in quattro lingue

Nella notte del 7 ottobre Cristian ha deciso che lunedì 12 le valli si presenteranno in italiano, inglese, tedesco e polacco, e in tarda mattinata le tre lingue nuove erano già in pagina: prime stesure dette per quello che sono, con le descrizioni di quattrocentotrentuno luoghi, in attesa di chi quelle lingue le parla dalla nascita.

La frase è arrivata di notte, ed era più una data che una richiesta: «lunedì 12 deve uscire almeno in italiano, inglese, tedesco e polacco. Le altre verranno con calma». A cinque giorni dal lancio, una piattaforma che era nata per parlare più lingue doveva cominciare a parlarle davvero.

Perché proprio queste

Ogni lingua ha la sua ragione, e le ragioni sono scritte dal 5 agosto, quando le lingue previste sono diventate sei. L’inglese, perché è la lingua che i viaggiatori hanno in comune. Il tedesco, perché è il bacino più vicino, quello di chi arriva in auto dal nord. Il polacco, perché per la Val di Sole gli ospiti polacchi sono un mercato vero, e chi arriva da così lontano ha diritto di leggere le valli nella sua lingua prima ancora di partire.

Le altre due aspettano, e non perché contino meno. Lo spagnolo è per gli argentini che vengono a lavorare nelle valli; il portoghese per i discendenti dei trentini emigrati nelle Americhe, che in gran parte vivono in Brasile. Non sono lingue da turismo: sono lingue di ritorno, e su una piattaforma che parla di identità e di paesi di montagna che si svuotano contano quanto le altre. Verranno con calma, come ha detto Cristian, ma verranno.

Nel menu delle lingue non ci sono bandiere. Ogni lingua si presenta col proprio nome, scritto come lo scrive chi la parla: English, Deutsch, Polski. Una lingua non è uno stato, e il giorno che arriverà lo spagnolo, una bandiera di Spagna davanti a chi viene dall’Argentina gli direbbe «questa non è la tua».

Prime stesure, dette per quello che sono

Le traduzioni le ha preparate l’intelligenza artificiale di Valli del Noce, e nella notte ha lavorato soprattutto su una cosa: le descrizioni di quattrocentotrentuno luoghi, dai castelli ai laghi alle vette, ognuna in inglese britannico, in tedesco e in polacco. Poco prima delle cinque del mattino erano finite.

Ma una prima stesura non è una traduzione finita, e su una piattaforma che racconta un territorio una frase sbagliata costa più di una lingua che manca. Per questo ogni pagina in inglese, in tedesco o in polacco si apre con un avviso, corto e senza scuse: «This page was translated automatically and we are reviewing it». Accanto c’è il collegamento alla stessa pagina in italiano, l’originale. Poi le rileggeranno persone che quelle lingue le parlano dalla nascita, e finché non l’avranno fatto le pagine tradotte restano fuori dai motori di ricerca: il primo incontro di uno sconosciuto con le valli non deve essere una bozza.

Non tutto si traduce, e non per pigrizia. I nomi dei posti restano in italiano in ogni lingua: Castel Thun è Castel Thun anche per chi legge da Varsavia, il Lago di Santa Giustina resta il Lago di Santa Giustina, e anche dove il tedesco avrebbe un nome suo, «Nonstal», la pagina scrive Val di Non. Restano come sono Valli del Noce, la Bottega del Noce e Gip. E restano nelle loro parole, in italiano, le cose scritte da chi vive qui: le presentazioni delle attività, delle associazioni e degli artisti. Le hanno scritte loro, e restano loro.

Anche questo diario resta in italiano, questa voce compresa: chi lo apre in un’altra lingua trova una riga che glielo dice, e le tappe nella lingua in cui sono state scritte.

Il polacco ha chiesto un’attenzione in più. Dove l’italiano conosce «un posto» e «cinque posti», il polacco ha tre forme, miejsce, miejsca e miejsc, e quale usare dipende dal numero. Dove le pagine contano qualcosa, adesso scelgono quella giusta.

Il tu, e una virgola che non doveva muoversi

Restava una domanda: dare del tu anche in tedesco e in polacco, o scegliere la forma di cortesia? Cristian l’ha chiusa con due parole, «tu dappertutto». Il sito dà del tu in italiano e lo dà in ogni lingua: du in tedesco, ty in polacco. Alle associazioni, che in italiano si leggono al plurale, «raccontateci chi siete», il tedesco dice ihr e il polacco wy. Le due frasi che erano rimaste alla forma di cortesia sono tornate al tu come tutto il resto.

Prima di mettere in linea le tre lingue c’è stata una prova che nessun visitatore vedrà mai. Quarantaquattro pagine in italiano sono state fotografate prima e dopo, una per una, per essere sicuri che portando dentro tre lingue nuove non si fosse spostata nemmeno una virgola della prima. Non se n’era spostata nessuna.

Dalle 11:18 del 7 ottobre l’inglese, il tedesco e il polacco sono in linea, ancora dietro la porta del pre-lancio come il resto del sito. Si apriranno insieme a lui, alla mezzanotte fra l’11 e il 12.

Oggi nelle valli

Un attimo...

Gipil gipeto delle Valli del Noce

Ciao, sono Gip. Sono un gipeto: la mia specie era sparita dalle Alpi negli anni Trenta, e il primo nato in Trentino dopo almeno centocinquant'anni ha spiccato il volo dalla Val di Rabbi, il 16 luglio scorso.

Chiedimi dei luoghi, delle valli o di chi lavora qui. Rispondo con quello che c'è nelle nostre schede: se una cosa non la so, te lo dico.

Gip è un assistente basato su intelligenza artificiale. Risponde solo con i fatti verificati delle nostre schede. Le domande le elabora Anthropic, negli Stati Uniti, e noi non le conserviamo: non scrivere dati personali. Come le trattiamo.