L’app ha una faccia sua
Nella notte del 6 ottobre Cristian ha guardato l’app sul telefono di prova e ci ha visto il sito, rimpicciolito. Da lì una prima schermata tutta sua, una Bottega da tasca, e una giornata intera alla porta dei due negozi, quello di Apple e quello di Google.
All’una e quarantasei del 6 ottobre l’app di Valli del Noce si è aperta su un iPhone virtuale, dopo essersi aperta la sera prima su un Android, virtuale anche lui. Funzionava, e rispettava i bordi dello schermo. Cristian l’ha guardata e ha scritto una riga sola: «l’app non sarà mica così… sto vedendo la home del sito web».
Aveva ragione: sullo schermo c’era il sito, stretto in un telefono. Fra tre strade Cristian ha scelto quella che tiene l’app sopra il sito ma le dà una faccia sua. Le schede dei luoghi, delle attività e degli eventi restano quelle del sito, sempre aggiornate senza passare dai negozi; ma chi apre l’app entra in un posto che è suo.
Il resto della notte è andato così: la schermata cambiava, Cristian la guardava e diceva cosa non andava. Gip, lì in mezzo, era «ridondante». I pulsanti erano pochi: «Il meteo per esempio?». Mancavano le strutture, «con il nostro straordinario sistema di prenotazione». E poi: «la community è importante». Finché è arrivata la frase che si aspettava: «la home comincia a prendere forma come piace a me».
Adesso l’app si apre con un saluto che segue l’ora del giorno e, subito sotto, «Prenota nelle valli»: dormire, mangiare, i servizi, gli artigiani e i negozi. Poi il tempo nelle cinque valli, dal vivo, la carta, cosa c’è vicino a te, gli eventi, la rete delle attività e la comunità, che ha una pagina sua anche nel sito, con le associazioni, gli artisti, questo diario e i gruppi delle valli coi loro numeri detti fonte per fonte. In basso una barra con cinque voci, Scopri, Mappa, Bottega, Gip e Tu; in alto una riga sottile col nome della pagina e la freccia per tornare. La testata e il piede del sito, dentro l’app, non ci sono più.
La mattina presto è toccato alla Bottega del Noce: «il mercato in app lo voglio ancora più performante, elegante e super fruibile». Delle quattro proposte Cristian le ha volute tutte. La ricerca sta in una riga e trova anche chi scrive senza accenti; toccando un prodotto la sua fotografia vola in un foglio che sale dal basso; il «+» aggiunge in un tocco, e una pallina vola fino al carrello. Alle otto e sedici la nuova faccia era al suo posto. In mattinata è arrivato il carrello: sale anche lui dal basso, si divide bottega per bottega e, col proprio CAP, dice quanto costerà spedire ogni pacco. Le tariffe le scrive chi spedisce, ed è obbligatorio: «Sono loro che spediscono e non noi».
Poco prima delle due del pomeriggio la richiesta: «abbiamo bisogno dell’app in apple store e in play store per il 12, moviamoci subito». La risposta onesta era che il 12 non dipende solo da noi: entrambi i negozi controllano un’app prima di pubblicarla, coi loro tempi. Quindi si è cominciato subito. Presso Apple NosLab S.a.s. di Bresadola Cristian si è iscritta come società, e adesso tocca a loro verificare. Con Google il primo tentativo si è fermato alla verifica della banca, ed è ripartito da capo: alle 15:51 l’account della società era aperto.
Alle 17:51, nel pannello con cui Google accoglie le app, è nata «Valli del Noce», gratuita. Poi tutto quello che Google chiede, una voce dopo l’altra. La classificazione: adatta a tutti, PEGI 3, con qualche risposta pensata, perché una richiesta di prenotazione non è uno «scambio fra utenti» e il vino della Bottega non è una «sostanza ricreazionale». La sicurezza dei dati: nove tipi raccolti, nessuno ceduto ad altri, tutti facoltativi tranne l’email. La scheda per i visitatori, coi numeri riletti quella sera: 434 luoghi, 1.996 attività censite, 381 tracciati, 43 rifugi. E una pagina pubblica che spiega come cancellare il proprio account: due strade, nessuna ragione da dare, la cancellazione completa entro trenta giorni e, detto per esteso, ciò che resta e per quanto. Dentro c’è una frase che vale per l’intero progetto: il sito e l’app sono un account solo, che si cancella una volta sola. Alle 20:34, con le immagini scelte da Cristian, l’ultima voce: undici su undici.
La condizione di Cristian era chiara: l’app «non deve essere scaricabile prima del 12 ottobre a mezzanotte». Alle 20:53 la prima versione era pubblicata, ma solo per sei persone, una lista scritta da lui. E qui un inciampo: alla prima pubblicazione Google non permette di trattenere un’app approvata, che uscirebbe da sola appena detto sì. Così è andata in verifica come prova riservata, per quelle sei persone: alle 21:13 la richiesta è partita. Alle 22:45 Google ha accettato anche l’ultimo passo, e da adesso un’approvazione aspetta che qualcuno prema «Pubblica». A tarda sera Cristian ha scelto dove arriverà: «tutto il mondo».
La notte del 12, con il sì di Google, la versione approvata passerà dalla prova al negozio. Quel bottone lo premerà lui.