I caratteri li serviamo noi
Ogni pagina chiedeva i caratteri a Google, quindi l'indirizzo di ogni visitatore usciva dal nostro sito a ogni pagina. Adesso i file sono nostri e nessuno lo sa da fuori.
È la correzione meno vistosa di questa settimana e una di quelle che ci stanno più a cuore.
Come quasi tutti i siti, il nostro chiedeva i due caratteri della sua grafica a un servizio esterno. Funziona benissimo ed è gratis. Il prezzo, che non si vede, è che l’indirizzo di rete di ogni visitatore veniva trasmesso a quel servizio a ogni pagina aperta, senza che noi lo avessimo dichiarato da nessuna parte e senza che servisse a niente di nostro.
Da oggi i file dei caratteri stanno sul nostro dominio. Chi visita il sito scarica tutto da qui.
Una piattaforma che pubblica i recapiti di millecento attività, molte delle quali sono ditte individuali e quindi persone, non può chiedere agli altri una cura che non usa per i propri visitatori.
E c’è una cosa che vale la pena dire chiaramente: nessuno ce l’aveva segnalato e non era una richiesta di nessuno. È uscita da una revisione che abbiamo fatto su noi stessi, guardando cosa fa il sito riga per riga invece di fidarsi di come ce lo ricordavamo.
Tutti i caratteri usati sono distribuiti con la SIL Open Font License, che consente esplicitamente di ospitarne una copia. Il testo di ogni licenza viaggia nel nostro archivio accanto ai file, così chi guarda il progetto trova la prova e non la promessa.
Verificato sul metadato ufficiale e sul testo delle licenze, non a memoria: è lo stesso metodo con cui trattiamo le fonti delle schede storiche.
Il difetto era più grande di come sembrava. Non stava in un punto solo: sedici pagine avevano una propria intestazione e chiedevano i caratteri per conto loro. Correggere solo il punto principale ne avrebbe lasciate sedici a trasmettere l’indirizzo dei visitatori, e con le nuove regole di sicurezza del sito quelle sedici pagine si sarebbero anche rotte.
Di quelle pagine, alcune chiedono caratteri diversi da quelli della grafica in vigore. Abbiamo ospitato anche quelli invece di cambiare loro l’aspetto: una di quelle pagine è la direzione visiva approvata, e cambiarle il carattere è una decisione di progetto, non una correzione da fare mentre si chiude una falla.