Il fiume come filo del racconto
Abbiamo scelto come si presenta il territorio: la carta resta ferma e si muove solo l'acqua. Il Noce che scorre sullo schermo non è un disegno, sono i suoi vertici veri.
Sei valli, una piana, quaranta comuni. Il problema di una pagina d’apertura, su un territorio così, non è scegliere la fotografia più bella: è dire in un colpo d’occhio che quelle aree sono una cosa sola e non sette brochure.
La risposta che abbiamo scelto è il fiume. La carta del territorio resta intera e ferma, e ciò che si muove è solo l’acqua: il Noce si disegna dalla sorgente alla foce e le sei aree si accendono una dopo l’altra, nell’ordine in cui l’acqua le raggiunge.
Valle di Pejo, Val di Sole, Val di Rabbi, Val di Non, Dolomiti di Brenta, Piana Rotaliana. Non è una classifica e non è una preferenza: è la sequenza in cui il fiume arriva, calcolata sui confini comunali e sui vertici dell’asta.
Una correzione che ne è venuta fuori vale la pena raccontarla, perché contraddiceva quello che credevamo: la sorgente cade nel comune di Peio, quindi in Valle di Pejo e non in alta Val di Sole come avevamo scritto in un primo documento. È per questo che la discesa apre da Pejo.
La geometria del Noce non è disegnata a mano: viene dal Reticolo Idrografico Nazionale, la banca dati pubblica di ISPRA, con licenza aperta. Diciotto corsi d’acqua, trecentododici vertici, cinque chilobyte e mezzo di dati.
Ha un vantaggio che un disegno non avrebbe: chi conosce queste valli riconosce il giro dell’acqua attorno al lago di Santa Giustina, e lo riconosce perché è quello giusto. Su una piattaforma territoriale la credibilità si guadagna su dettagli che un forestiero non nota.
Nella stessa verifica è cambiato anche un numero che avevamo citato: l’asta del Noce misura settantotto chilometri, non centotredici. Il valore più alto era la somma di tratti che il fiume non percorre.
Il motivo per cui questa idea ha vinto sulle altre è che l’acqua tocca tutte e sei le aree senza che nessuno lo debba dichiarare. Due arrivano per affluente e non per l’asta principale, e anche quello è un fatto del territorio, non una scelta di racconto.