Vai al contenuto
Valli del Noce
IT
Accedi

Trecento schede, una per una

Diario di bordo
Fase 1 · territorio

Trecento schede, una per una

I luoghi della mappa hanno la loro storia scritta. Dalle fonti abbiamo preso i fatti e mai le frasi, e c'è una ragione precisa.

I luoghi sulla mappa adesso raccontano qualcosa. Trecento schede scritte una alla volta, ognuna con un fatto che vale la pena sapere: una chiesa dimezzata per ordine di un vescovo nel 1830, le spese di un cantiere del 1562 annotate in dialetto, un uomo che nel 1395 parte per Gerusalemme e lascia l’olio per la lampada.

Dalle fonti si prendono i fatti, mai le frasi

È la regola che governa tutto questo lavoro, e non è una scelta di stile.

Wikipedia si può riusare, ma con una condizione: chi ne copia il testo deve rilasciare il proprio con la stessa licenza. Applicata a una piattaforma, quella clausola si estenderebbe ai nostri contenuti e li legherebbe per sempre. Non è quello che vogliamo per un archivio che intendiamo curare per anni.

C’è poi una ragione più semplice: un testo copiato è un testo che esiste già altrove, e per i motori di ricerca vale zero. Il modo di comparire quando qualcuno cerca un castello della Val di Non è avere qualcosa che altrove non c’è.

Così dalle fonti prendiamo le date, i nomi, le misure, gli eventi. La forma la mettiamo noi.

Le fotografie sono venute a casa

Le immagini all’inizio arrivavano direttamente dai server di Wikimedia. Funzionava, ma era scorretto verso di loro e fragile per noi: le linee guida di Wikimedia scoraggiano l’uso massivo, e un archivio che dipende da un servizio altrui non è davvero un archivio.

Adesso le quasi trecento fotografie stanno nel nostro spazio, convertite in un formato più leggero: pesano complessivamente venti megabyte invece di cinquanta, e su una rete di montagna la differenza si sente. Autore e licenza restano registrati come dato e continuano a comparire sotto ogni immagine: copiare il file non toglie l’obbligo di dire di chi è, lo sposta sotto la nostra responsabilità.

Il conto che non torna, e va bene così

Delle schede scritte, alcune sono lunghe e altre di tre righe, perché le fonti non sono uguali per tutti. Un castello ha una bibliografia, una chiesetta di frazione ha una riga in un elenco diocesano.

Dove il materiale manca, la scheda resta corta e onesta. Preferiamo una scheda breve e vera a una lunga e gonfiata: su un territorio, chi legge riconosce subito la differenza.

Oggi nelle valli

Un attimo...

Gipil gipeto delle Valli del Noce

Ciao, sono Gip. Sono un gipeto: la mia specie era sparita dalle Alpi negli anni Trenta, e il primo nato in Trentino dopo almeno centocinquant'anni ha spiccato il volo dalla Val di Rabbi, il 16 luglio scorso.

Chiedimi dei luoghi, delle valli o di chi lavora qui. Rispondo con quello che c'è nelle nostre schede: se una cosa non la so, te lo dico.

Gip è un assistente basato su intelligenza artificiale. Risponde solo con i fatti verificati delle nostre schede. Le domande le elabora Anthropic, negli Stati Uniti, e noi non le conserviamo: non scrivere dati personali. Come le trattiamo.