Un indirizzo per le valli
Il primo deploy è andato in porto: la piattaforma ha un indirizzo, una pagina e un cantiere aperto. La fase zero si chiude qui.
Da oggi Valli del Noce ha un indirizzo che risponde. Non c’è ancora niente da prenotare e niente da comprare: c’è una pagina che dice come stanno le cose, il marchio provvisorio e la frase con i nomi delle cinque valli. Poco, ma vero.
Perché il primo deploy non serve a mostrare: serve a provare il circuito. Il codice esce dal computer di chi lo scrive, passa per l’archivio del progetto, viene ricostruito su un server e finisce davanti al mondo. Finché quel percorso non si è compiuto almeno una volta, ogni stima sui tempi è un’opinione.
Adesso che il percorso esiste, ogni tappa successiva è una variazione su qualcosa che ha già funzionato, non un salto nel vuoto.
La pagina è pubblicata ma chiede ai motori di ricerca di non indicizzarla, e la richiesta è ripetuta due volte, nel documento e nella risposta del server. Il motivo è di rispetto verso il territorio: vallidelnoce.com ha un valore di ricerca alto sui nomi delle valli, e la prima cosa che qualcuno deve trovare cercando queste montagne non può essere un cantiere.
Quando ci sarà una piattaforma vera, i cartelli si toglieranno tutti insieme.
Si apre la fase dedicata agli operatori: registrazione, spazio proprio, strumenti di gestione. È la parte meno vistosa del progetto e quella che decide tutto il resto: prima si mette in condizione chi il territorio lo fa ogni giorno, poi si apre ai visitatori.