Le fondamenta prima delle stanze
Un giorno intero speso su cose che non si vedono: dove vivono i dati, con che colori si parla, chi risponde di cosa. È il lavoro che decide se il resto starà in piedi.
C’è una tentazione, quando si comincia una piattaforma: partire dalla pagina più bella. La homepage con le foto delle cime, il pannello della valle, la mappa che si muove. È la parte che si mostra, quindi sembra la parte che conta.
Abbiamo fatto il contrario, per un motivo preciso: il perimetro di questo progetto è destinato a cambiare. Il piano che lo descrive oggi verrà ampliato, corretto, in qualche punto smentito dai fatti. Quello che non può cambiare a ogni ripensamento è la spina dorsale: dove stanno i dati, come si entra, chi ha il permesso di leggere cosa.
Il database del progetto vive in Europa, a Francoforte, su un’infrastruttura dedicata soltanto a Valli del Noce. Non è un dettaglio da addetti: significa che i dati degli operatori e dei visitatori restano sotto la normativa europea, e che non sono mescolati con quelli di altri progetti.
La stessa regola vale per tutto il resto. Ogni pezzo di questa piattaforma (il dominio, il codice, il database, i pagamenti) sta dentro un perimetro riconoscibile e autonomo. Suona come una preoccupazione da avvocati; in realtà è la condizione perché un progetto di territorio possa crescere senza dipendere dalla sorte di chi lo ha avviato.
Il secondo cantiere della giornata è il linguaggio visivo: la neve, il ghiacciaio, il cielo, la salvia, l’ambra. Cinque colori presi dal paesaggio, non da un catalogo, più due caratteri tipografici, uno per i titoli e uno per la lettura.
Sono raccolti tutti in un unico file di sistema. La ragione è pratica e onesta: il marchio definitivo è in mano a uno studio grafico e non è ancora arrivato. Quando arriverà, il cambio di vestito deve costare un pomeriggio, non un mese. Nel frattempo si lavora con un logo provvisorio: un escursionista, un cerchio blu, una stella polare.
L’ultima decisione di fondazione riguarda le lingue. Val di Sole, Val di Non, Valle di Pejo, Val di Rabbi e Dolomiti di Brenta parlano italiano, ma chi le visita arriva in buona parte dalla Germania e dai paesi di lingua inglese.
Il multilingue non si aggiunge dopo: o la struttura dei contenuti nasce già predisposta, o si finisce a tradurre a mano per sempre. Quindi nasce predisposta, anche se per adesso l’unica lingua scritta è l’italiano.