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Qui il segnale arriva
Das Logbuch des Projekts ist auf Italienisch geschrieben, daher steht diese Etappe in ihrer Originalsprache.
Il 7 ottobre l’app di Valli del Noce è uscita dai telefoni di prova ed è entrata nelle tasche: la mattina sugli Android delle persone invitate a provarla, nel primo pomeriggio sugli iPhone. Il primo giorno ha insegnato due cose: una porta che parlava all’app come a un estraneo, e una carta che sul telefono doveva correre di più.
Fino al giorno prima l’app l’avevamo provata dentro due telefoni finti, quelli che si accendono sullo schermo di un computer per provare senza rischiare niente. C’era già tutto: la home con i suoi riquadri, la barra in basso, la Bottega a portata di pollice. Ma un telefono finto non sta in tasca, non prende il Wi-Fi di casa, non si apre in coda alla cassa. La mattina del 7 ottobre le sei persone della prova riservata su Google Play, quella che si apre solo a chi è stato invitato, hanno ricevuto il collegamento. Il lancio è il 12, e un’app che si prova per la prima volta il giorno in cui la vedono tutti non è un’app provata.
Per qualcuno il primo tentativo si è fermato prima di cominciare. Il collegamento portava al negozio, e il negozio rispondeva «Elemento non trovato». Non era sparito niente: per Google Play una prova riservata non esiste finché non la si accetta, dal browser e con l’account giusto, e il bottone «Accetta invito» viene prima di quello per scaricare. Altre due lettere agli invitati, le istruzioni complete e poi il nome esatto del bottone, l’hanno detto in chiaro.
Poi l’app si è installata, si è aperta, e ha mostrato una pagina che conoscevamo bene, perché l’avevamo scritta noi per chi resta senza rete in fondovalle o su un sentiero: «Qui il segnale non arriva». Con il Wi-Fi acceso.
La ragione stava nella porta del pre-lancio. Fino all’11 ottobre il sito è chiuso, e chi arriva senza la parola d’accesso trova un modulo che gliela chiede. La porta lo dice come lo si dice a chi bussa senza essere atteso: un rifiuto cortese, con il modulo dentro. Il browser legge il modulo e lo mostra. L’app no: a ogni rifiuto pensa che manchi la rete, e apre la pagina del segnale. Alle 09:58 la porta ha imparato a riconoscere l’app e a darle il modulo come una pagina qualunque, e poco dopo Cristian ha scritto: «l’app adesso funziona».
Poi è arrivato un giudizio più largo, che conteneva già il lavoro delle ore seguenti: «va magnificamente anche se la mappa va accelerata, soprattutto quella 3D, lo scorrere del fiume e il volo di Gip».
Su un computer la carta delle valli vola. Su un telefono con una scheda grafica modesta, i voli arrancavano: lungo il Noce si vedevano circa quattro immagini e mezza al secondo, cioè un paesaggio che avanza a scatti invece di scorrere.
Il lavoro è stato tutto di sottrazione. A ogni immagine del volo la carta rifaceva conti che non servivano: ricontrollava i filtri anche quando nessuno li aveva toccati, rimisurava il rilievo sotto ogni segno, ritoccava trecentocinque piccoli pezzi della pagina. Adesso ne ritocca quattro. Sullo stesso telefono debole il volo lungo il Noce è passato da quattro immagini e mezza al secondo a tredici, e il volo di Gip da tredici a diciotto. È in linea dalle 13:12.
Quello che il volo fa non è cambiato: la stessa strada sopra l’acqua, le stesse montagne, Gip che plana dove planava. Tre scorciatoie avrebbero dato ancora qualche immagine in più, e sono rimaste fuori proprio per questo: una avrebbe reso i voli meno nitidi, le altre due avrebbero cambiato il disegno del rilievo e del raggio di Gip. La richiesta era una carta più svelta, non un’altra carta.
A mezzogiorno e mezzo, firmato il contratto, l’iscrizione di NosLab S.a.s. di Bresadola Cristian fra chi può pubblicare app per iPhone è diventata attiva. Alle 13:35 la prima versione per iPhone era già arrivata ad Apple.
Sugli iPhone una prova riservata passa da un’app di Apple fatta apposta, con cui si installa una versione non ancora pubblica, solo se si è stati invitati. Quattro persone hanno ricevuto l’invito e le istruzioni, e nel primo pomeriggio Cristian e una delle persone invitate avevano già l’app sui loro telefoni.
Da Google, intanto, si aspetta ancora la risposta alla verifica partita la sera del 6.
L’ultima cosa della giornata porta il nome della Bottega del Noce. Aperta dopo un po’ che nessuno la guardava, faceva aspettare più di due secondi e mezzo prima di mostrare qualcosa: troppo, per un mercato che vuole stare in tasca. La stiamo alleggerendo adesso, mentre scriviamo.