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In fila per il dodici
Das Logbuch des Projekts ist auf Italienisch geschrieben, daher steht diese Etappe in ihrer Originalsprache.
Nella notte fra il 4 e il 5 ottobre, con i posti del pre-lancio che scendevano e le lettere pronte a partire, una domanda di Cristian: cosa trova chi arriva dopo i duecento? Fino a quel momento, una porta chiusa. Da quella notte, un turno.
Erano le dieci e mezza di sera quando Cristian ha fatto la domanda che nessuno aveva ancora fatto ad alta voce: «se arriviamo a duecento, chi rivendica resta in attesa fino al 12, giusto?». La risposta onesta era no. Il pre-lancio ha duecento posti, e per chi li prende vale molto: la scheda si completa prima, con le fotografie e le parole del titolare, e il 12 ottobre la vetrina è già lì, pronta, nel giorno in cui le valli si accendono. Ma chi arrivava dopo il duecentesimo trovava una frase sola, «i posti sono esauriti, scrivici», e nient’altro. Una malga che apre la lettera il martedì mattina, legge, si convince, e trova la porta chiusa.
Quella sera i posti liberi erano ottantatré, e la mattina dopo partivano le lettere a cinquantadue attività, il giorno seguente a centosessantacinque. Bastava che rispondesse poco più di una su tre perché la porta si chiudesse.
La decisione è arrivata in due righe. Chi arriva dopo i duecento si mette in fila, alle stesse condizioni: gratis fino al 31 gennaio 2027, come tutti. Quello che i duecento hanno in più è il tempo. Loro completano la scheda adesso e il 12 sono già online; chi è in fila prende il suo posto subito, ma la scheda la completa dal 12, quando gliela consegniamo.
Detto così sembra poco, ed è la differenza fra un’attività che rinuncia e una che c’è. Chi arriva dalla lettera trova la sua scheda e un bottone, «Mettiti in fila per il 12 ottobre». Chi arriva da un post, da un amico, da una chiacchiera al bar, trova lo stesso turno: cerca la sua attività fra quelle che abbiamo già sulla carta, oppure presenta quella che non c’è. In tutti e due i casi, prima di chiedere qualunque cosa, la pagina dice per esteso cosa succede: fino al 12 la scheda non si tocca, il 12 è sua.
E poi la seconda domanda, poche ore dopo: chi presenta un’attività nuova, che nessuno aveva ancora messo sulla carta, conta fra i duecento? Sì, fino a esaurimento. Le iscrizioni dalla pagina del pre-lancio e le candidature di attività nuove adesso si contendono gli stessi posti, con le stesse regole, e nessuno ne prende due.
Mettendo in piedi la fila è venuto fuori un inciampo vecchio. Chi apriva la pagina per prendere la propria scheda e non aveva ancora un accesso veniva mandato a registrarsi, confermava l’indirizzo, entrava, e si ritrovava in una pagina generica, senza più la sua scheda davanti. Doveva ritrovarla da solo. Adesso la strada tiene il filo dall’inizio alla fine: si parte dalla propria scheda e si torna alla propria scheda, anche passando per la registrazione e per l’email di conferma.
Nella stessa notte due rifugi hanno trovato le loro parole. Il Ghedina, a metà della Val d’Algone, accanto alla ciminiera ancora in piedi di una vetreria dell’Ottocento. E il Bait del Germano, fra i prati dell’altopiano della Paganella, da cui nelle giornate limpide si vede il Brenta da una parte e il Lago di Garda dall’altra. Tutti e due scritti dai fatti delle fonti, e solo da quelli: dove una fonte diceva una cosa che non abbiamo potuto ritrovare altrove, è rimasta fuori.