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Valli del Noce
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Centocinquantanove porte, e trenta lettere a chi scrive in nones

Logbuch

Das Logbuch des Projekts ist auf Italienisch geschrieben, daher steht diese Etappe in ihrer Originalsprache.

Phase 2 · Betriebe

Centocinquantanove porte, e trenta lettere a chi scrive in nones

Il 2 ottobre l’invito è arrivato alle associazioni delle valli, alla casella dell’organizzazione e non a quella dei volontari. Il giorno dopo la decisione sugli artisti, gratuito anche per loro, quattordici lettere a chi li conosce e trenta a chi ha partecipato a Os dal Nos.

Il 2 ottobre, alle sette e mezza del mattino, è partito l’invito alle associazioni delle Valli del Noce. Non a tutte le quattrocentocinquantaquattro contate a settembre: solo a quelle che il proprio comune pubblica con una casella dell’organizzazione, centosessantadue in tutto. Le cento caselle personali dei volontari sono rimaste fuori di proposito.

Quattro lotti, uno ogni venti minuti, dalle 07:32 alle 08:31. Centocinquantanove consegnati. Tre caselle non esistono più.

Quel calendario senza di voi è vuoto

L’invito è corto perché chi lo legge è un volontario, spesso non giovane, e la sua prima domanda è «quanto costa». La risposta sta nella terza riga: lo spazio è gratuito, e resta gratuito. Il resto dice: le sagre, i concerti, le feste campestri e le gare le organizzate voi, e oggi chi le cerca deve sapere dove guardare su Facebook. Qui avrete una pagina vostra, e i vostri appuntamenti nel calendario delle valli.

Il bottone porta a una scheda che esiste già, con nome e paese scritti: il resto lo mettono loro. Su questo Cristian è stato netto leggendo la prova: non «il resto lo sistemiamo noi», perché la scheda è loro e la compilano loro. Noi controlliamo che sia in ordine, poi la pubblichiamo.

Essere seri

Il modulo chiede tre cose che una rubrica non chiederebbe: il codice fiscale dell’associazione, il nome del presidente o del legale rappresentante, e una dichiarazione di chi compila. Lo statuto arriva dopo, prima della pubblicazione. Un’associazione che compare qui deve essere quella vera, e chi la rappresenta deve averlo deciso. «Siamo seri e professionali noi», ha detto Cristian, e il modulo lo dice al posto nostro.

Dalla stessa mattina, quando pubblichiamo o respingiamo una proposta, chi l’ha mandata riceve un messaggio. «Vi scriviamo quando la scheda è pronta» è una promessa mantenuta, non una buona intenzione.

Le risposte arrivano in una casella loro, separata da quella degli operatori, e si leggono una per una. Quante saranno non lo sappiamo: un presidente di Pro Loco legge la posta la sera, non alle 07:32, e un invito così si discute in direttivo. Restano fuori, per ora, le Pro Loco che nell’elenco provinciale hanno soltanto la posta certificata: a loro si scrive in un altro modo, e non è ancora successo.

Gli artisti: gratuito

La sera del 2 ottobre Cristian ha deciso anche per gli artisti: lo spazio è gratuito. A fine agosto il disegno della sezione proponeva una vetrina gratuita più una percentuale sugli ingaggi; quella percentuale non è decisa, quindi non la promettiamo. Chi dipinge, suona, scolpisce, fotografa, scrive o lavora il legno e il ferro come si faceva qui ha una scheda sua, con le opere e i posti dove lo si trova, e non paga niente.

Il modulo per proporsi è aperto da quella sera, anche se il resto della sezione resta chiuso fino al 12 ottobre. Chiede come ti firmi, il comune, due righe su cosa fai. E un consiglio: se esponi o suoni da qualche parte in questi mesi, scrivilo.

Sapere chi c’è, senza scrivergli

Per gli artisti non esiste un albo come per le associazioni: nessun comune li elenca. Così una notte è andata a cercarli dove si trovano, nei comunicati dei comuni, nei cataloghi delle mostre, negli archivi. Ne sono usciti novantasei con nome, disciplina e comune: trentuno in Val di Non, trenta in Piana Rotaliana, dieci in Val di Sole, due in Valle di Pejo, due in Val di Rabbi, e ventuno con un luogo che è una frazione o un paese scritto in un altro modo. Pittura per circa un terzo, poi scultura, musica, scrittura e poesia, fotografia, artigianato artistico, teatro. Quanti siano davvero, la stima dice fra duecentocinquanta e cinquecentocinquanta.

Quell’elenco serve a sapere chi c’è, non a scrivergli. Non ha recapiti, non ha date di nascita, non ha profili social, e non esce di qui. Un artista è una persona, non un ente con un indirizzo pubblicato, e a una persona non si manda un invito a freddo preso dal web.

Si scrive invece a chi gli artisti li conosce già. La mattina del 3 ottobre sono partite quattordici lettere, una diversa dall’altra e firmate da Cristian: al Centro Studi per la Val di Sole, alla Batibōi Gallery di Cles, alla biblioteca e all’ufficio cultura di Cles, al Quadrifoglio di Livo, a Castel Belasi, al Circolo Fotografico Valli del Noce, a Kunst Grenzen, all’Associazione Culturale Lavisana, a El Brenz, alle due aziende per il turismo, al consorzio della Rotaliana e all’archivio degli artisti contemporanei del Mart. La richiesta è semplice: se vi sembra utile, dite ai vostri artisti che possono proporsi, e che è gratis.

Os dal Nos continua

Nel pomeriggio Cristian ha portato un elenco che non viene dal web: i partecipanti a Os dal Nos, il concorso di poesia e canzone in nones e solandro che El Brenz ha tenuto dal 2014 al 2023. Trentatré indirizzi, ventitré con un nome accanto.

Prima di scrivere, un controllo: uno solo era già con noi, un bed and breakfast di Ville d’Anaunia; due nomi stavano nell’elenco interno; nella sezione degli artisti, nessuno. E una domanda vera: sono persone, e quegli indirizzi li ha raccolti El Brenz per un concorso. Cristian l’ha chiusa alle 14:12: quelle persone avevano accettato di ricevere a quell’indirizzo gli inviti alle iniziative del territorio, e questa lo è.

Trenta lettere, una ogni due minuti, dalle 14:17. «Ciao Paolo» dove il nome c’era. L’oggetto dice tutto: «Os dal Nos continua». E ognuna chiude con la stessa frase: è l’unica email che ricevi da noi su questo, e il tuo indirizzo non entra in nessun elenco finché non ti proponi tu.

Chi ha scritto una poesia in nones per un concorso di paese ha fatto, anni fa, la cosa che questa piattaforma vorrebbe fare: tenere vive le parlate di queste valli. Ci sembrava giusto che fossero fra i primi a saperlo.

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Hallo, ich bin Gip. Ich bin ein Bartgeier: Meine Art war in den Dreißigerjahren aus den Alpen verschwunden, und der erste im Trentino geborene seit mindestens hundertfünfzig Jahren ist am vergangenen 16. Juli aus dem Val di Rabbi ausgeflogen.

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