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Trecentottantuno sentieri, e quarantatré rifugi che aspettano il loro gestore
Das Logbuch des Projekts ist auf Italienisch geschrieben, daher steht diese Etappe in ihrer Originalsprache.
I catasti pubblici della Provincia erano già lì, sotto un altro nome. Millenovecentosettantadue chilometri di tracciati, ventinove ferrate, e la scoperta che prima di chiedere conviene guardare.
Le valli hanno adesso i loro percorsi: 381 tracciati per 1.972 chilometri, di cui 29 ferrate, più le ciclovie. Ognuno con la sua scheda, il suo andamento disegnato e il suo posto sulla carta.
E 43 rifugi e bivacchi, che hanno fatto crescere i luoghi pubblicati da 376 a 419. Fra questi il Vioz, che a 3.535 metri è il più alto delle valli.
Il catasto dei sentieri lo avevamo dato per irraggiungibile: non sta nel catalogo dei dati aperti dove lo cercavamo. Sta nel Geocatalogo della Provincia, che è un catalogo diverso, sotto il nome «Tracciati alpini». Insieme a «Rifugi e bivacchi» e «Piste ciclabili».
È la seconda volta in una settimana che la lezione è la stessa: quello che serve esiste già, e a impedirci di trovarlo è stato cercare la parola che immaginavamo invece della cosa.
Le licenze non sono uguali fra loro, e confonderle costerebbe: sentieri e rifugi sono senza vincoli, quindi il credito alla SAT lo portiamo per scelta; le ciclovie richiedono l’attribuzione alla Provincia, che lì è un obbligo.
Un rifugio su questa piattaforma nasce rivendicabile, non prenotabile. Accettare richieste per posti letto che nessun gestore ha registrato vorrebbe dire prendere impegni al posto di qualcun altro, in un posto dove arrivare costa tre ore di cammino.
Sono quindi 43 porte aperte: chi gestisce quel rifugio lo prende in mano, e da lì decide lui cosa offrire. Il catasto della Provincia non ha i recapiti, e infatti 25 dei 50 rifugi non sono nel censimento delle attività: li porterà il gestore che si fa avanti.
Un ripiego, un testo fisso e una condizione scritti quando esisteva una sola fonte diventano falsi il giorno in cui ne arriva una seconda. Sulle schede dei rifugi erano tre nella stessa pagina: la categoria di ripiego diceva «Cultura» a un rifugio a 2.588 metri, la provenienza diceva «Wikidata» a tutti, e l’avvertenza sulle coordinate approssimative la leggeva anche chi aveva coordinate precise.
Quando si aggiunge una seconda fonte, la domanda non è «funziona?». È: dove era scritto che ce n’era una sola?